Grindelia in Fitoterapia

Grindelia in Fitoterapia

 

La Grindelia (Grindelia robusta) è una pianta molto impiegata in fitoterapia. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae (Compositae), originaria del Messico e della California, è una pianta erbacea perenne, cespugliosa e raggiunge un’altezza di 50-60 cm. La Grindelia ha foglie coriacee, oblunghe o lanceolate a margine dentato, i suoi fusti sono molto ramosi. I fiori della Grindelia sono dei capolini a fiori ligulati e tubulosi di colore giallo acceso; i suoi semi sono contenuti in acheni con pappo. In fitoterapia la parte utilizzata sono le sommità fiorite che sono caratterizzate dalla presenza di una secrezione resino-gommosa ricoprente i capolini semichiusi; da ciò deriva uno dei nomi inglesi della Grindelia gum weed. Il genere Grindelia comprende molte specie, quella impiegata in fitoterapia ed omeopatia è la Grindelia robusta o Grindelia squarrosa (appunto dal nome, “coperta di pustole”, ghiandole). Talvolta la Grindelia viene indicata come Grindelia camporum. I suoi componenti principali sono una resina composta da acidi diterpenici (ac. Grindelico), olio essenziale estratto per distillazione in corrente di vapore di colore giallo-oro (borneolo), derivati flavonici della quercetina e del canferolo, saponine triterpeniche.

Gli usi tradizionali in fitoterapia considerano la Grindelia come antinfiammatorio e prescritta come calmante della tosse, nelle bronchiti, nella pertosse , negli enfisemi e in genere in tutte le affezioni infiammatorie delle vie respiratorie con ipersecrezione di muco, come espettorante, favorendo la produzione di muco fluido. La Grindelia è presente nella Farmacopea degli Stati Uniti dal 1882 e nella Farmacopea Francese dalla nona edizione del 1908. Deve il nome al botanico D. Grindel ( 1766-1836) autore del Botanisches Taschenbuch (Riga,1803); la Grindelia trova riferimenti nella Materia Medica omeopatica, nominata da Potter e Gatchell.  La Grindelia è molto prescritta in omeopatia.

Gli Indiani della California impiegavano la Grindelia per le proprietà espettoranti, lenitive, spasmolitiche e sedative della tosse ancor prima che i missionari Gesuiti, colonizzatori, la intoducessero nella medicina ufficiale. Oggi diversi studi farmacologici ne spiegano e ne validano il meccanismo d’azione combinato nel suo fitocomplesso, la Grindelia grazie al sinergismo dei suoi costituenti viene considerato il rimedio principe per la tosse, la fluidificazione e l’espettorazione del muco. Le saponine favoriscono l’espettorazione e la fluidificazione delle secrezioni bronchiali, determinando una muco-regolazione; le saponine inoltre abbassando la tensione superficiale del muco, lo rendono più fluido e dunque più facilmente eliminabile. I flavonoidi esplicano una azione antinfiammatoria indiretta modulando l’elastasi leucocitaria dell’epitelio respiratorio. La frazione resinosa ha principalmente un’azione filmogena e adesiva che costituisce una barriera protettiva contro l’ingresso di agenti patogeni, aderendo alla mucosa.La Grindelia sembra essere una buona fonte di Selenio.

Grindelia in Fitoterapia

Grindelia in Fitoterapia

Una ricetta di Madaus riportata sulle Monografie Tedesche prevede un infuso di Grindelia in acqua molto calda, da bere durante il giorno come rimedio per la tosse; la resina è insolubile in acqua ma fonde per effetto del calore venendo trascinata nell’infuso.

La somministrazione di fitoterapici esige competenza ed è pertanto consigliabile rivolgersi a un medico esperto. Eccessi e difetti nei dosaggi possono essere causa di disturbi piuttosto che la loro soluzione. L’automedicazione è certamente poco raccomandabile. I trattamenti in fitoterapia non si contrappongono né sostituiscono le linee guida della medicina convenzionale. Al contrario la fitoterapia stabilisce con esse una virtuosa collaborazione e una straordinaria opportunità anche a livello di prevenzione.

Dott. Fabio Elvio Farello, Fitoterapia a Roma